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Quando rivolgersi ad uno Psicologo?

È utile rivolgersi ad uno psicologo quando sentiamo che, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo ad uscire da soli da una situazione che ci crea malessere. Chiedere aiuto diventa allora un atto di volontà importante per prendersi cura di sé.

La vita mette alla prova ciascuno di noi in continuazione, e non sempre sentiamo di avere le risorse per farcela da soli; a volte può capitare di sentirsi inaspettatamente crollare davanti ad un evento, altre si è stufi di ripercorrere sempre le stesse strade, gli stessi errori, altre ancora ci si può sentire bloccati, o spenti. O semplicemente giunge un momento in cui sentiamo il bisogno di una presenza esterna, che ci aiuti a mettere chiarezza nella confusione di emozioni che non riusciamo a definire e che ci fanno perdere l’orientamento e il benessere che derivano dalla percezione di un equilibrio e da una solidità interiore di base.

I momenti psicologicamente più critici possono avere origine da  situazioni di cambiamento, di ansia e stress, di malattia, di lutto, o momenti in cui sentiamo la responsabilità di prendere decisioni importanti per noi o per gli altri. Queste situazioni possono fare emergere emozioni negative (es. paura, depressione, rabbia, vergogna, senso di colpa, inadeguatezza, impotenza, calo dell’autostima, incertezza…), che non permettono di vivere serenamente, oltre che con se stessi,  nelle situazioni familiari, lavorative, relazionali e sociali.

Lo Psicologo cosa può fare?

Lo psicologo non ha alcun potere magico; può solo accompagnare e guidare la persona che cerca aiuto nel processo di cambiamento desiderato. Nessuno psicologo possiede la verità assoluta da trasmettere su come la vita debba essere vissuta, perchè rispetta l’unicità dell’individuo e desidera farlo sentire parte attiva di un cambiamento che può riconoscere come “adatto a sé”.

Per questa ragione ogni percorso deve essere personalizzato, senza forzature, e deve rispettare indole, valori e risorse personali. Il lavoro dello psicologo si astiene da giudizi e aiuta le persone che si rivolgono a lui ad identificare il problema e a capire come superarlo. Nel setting terapeutico paziente e terapeuta collaborano per creare un clima di fiducia, rispetto, alleanza e intimità.

Il Primo Appuntamento

La richiesta di un primo appuntamento non obbliga né vincola ad alcun tipo di percorso. È, oltre ad un atto significativo di volontà di cambiamento, un’occasione di provare direttamente tutto ciò che ha a che fare con il setting terapeutico.

È un’occasione di conoscenza fondamentale per sentire se ci troviamo a nostro agio con lo psicologo che abbiamo di fronte, con la sua indole, con il suo modo di fare terapia. Solo se il paziente si percepisce a proprio agio e lo ritiene opportuno, dopo il primo colloquio è possibile valutare un percorso assieme.

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