La Depressione

La depressione è uno stato di angoscia e dolore che annienta progetti e speranze per il futuro; nella persona depressa si manifestano stanchezza, malinconia, bisogno di restare soli, perdita dell’interesse per le proprie passioni, per le persone care e per se stessi.

Si distinguono due forme di depressione: la depressione grave (o depressione endogena) e la depressione reattiva (dovuta ad un qualche evento di perdita nella storia della personale).

La psicoterapia della Gestalt considera la depressione una patologia esistenziale, rappresentata dall’incapacità della persona di essere nel contatto, di essere in relazione. Vi è una perdita dell’”aggancio” a tutto ciò che la vita e l’ambiente rappresenta di importante per noi e che solitamente ci spinge all’azione. La funzione della Personalità è alterata, non ci si sente all’altezza del proprio ruolo, e la funzione Io  non ha la possibilità di identificarsi o differenziarsi e quindi  è impossibilitata a scegliere.

Da un certo punto di vista possiamo considerare la depressione come una “malattia dell’onnipotenza”, che sopravviene quando la persona è costretta a confrontarsi coi propri limiti in seguito ad eventi dolorosi ( che fanno parte della vita ), sui quali non può avere controllo. Il depresso tende a viverli come sconfitta personale e con grande senso di colpa. La parte onnipotente della persona vorrebbe poter controllare tutto e ad un certo punto soccombe alla parte debole, che non ce la fa più, che si sente delusa, vittima, fallimento e che vorrebbe morire.

Nella persona depressa vi è anche grossa difficoltà a gestire i conflitti, a causa di una rigidità mentale che la porta a ragionare in maniera dicotomica (giusto vs sbagliato) e che preclude la possibilità di sentire autenticamente i propri bisogni e compiere una scelta appagante. Ha introiettato modelli esterni poco congruenti con i suoi reali bisogni e nello stesso tempo retroflette, non chiede cioè alle persone e all’ambiente ciò di cui ha bisogno per sfiducia appresa; evita di comunicare sentimenti e si esprime unicamente nel ritiro.

Cos’è la Depressione

Come si Cura la Depressione

Il lavoro terapeutico mira ad un riformulamento cognitivo sui temi della sfiducia, ad agevolare la presa di coscienza dei vissuti interiori e dei bisogni reali e a smuovere la persona dal ritiro del contatto, per condurla nuovamente al desiderio di mettersi in relazione. Nella terapia è fondamentale il lavoro con la funzione dell’Es del paziente. Il terapeuta ascolta il dolore, ed il solo fatto di poterne parlare, apre la possibilità di contattare il proprio malessere e di elaborare la propria condizione. Il terapeuta cerca di sostenere ciò che la persona già fa, coglie e sostiene ciò che si muove nella persona, anche se a volte è poco. Il setting terapeutico crea un tempo “sospeso” dove il terapeuta, dopo essere stato col paziente nella sua “immobilità oscura”, inizia a seminare nuove progettualità, direzioni e speranze per il futuro.